La mela cotogna (Cydonia oblonga), frutto molto profumato e dalla forma irregolare, spesso conosciuto come un ibrido tra mela e pera, viene impiegato nella produzione di confetture e come addensante grazie al suo elevato contenuto in pectine.
Tuttavia, difficilmente viene consumato fresco a causa del suo sapore molto aspro e acidulo, che ne limita fortemente l’impiego in campo alimentare. Per questo motivo nel corso degli anni la popolarità di questo frutto dalle origini antiche è molto diminuita e la sua produzione è stata quasi del tutto abbandonata a vantaggio delle comuni varietà di mela (Malus domestica), più dolci e versatili.
In realtà, a seguito di uno studio condotto dal gruppo del professor Stefano Dall’Acqua in collaborazione con il DAFNAE dell’Università di Padova e con l’Università di Camerino, è emerso che la mela cotogna contiene un potere antiossidante e un quantitativo di composti fenolici, tra cui derivati dell’acido caffeico, florizina, flavonoidi, catechine e proantocianidine, 2-10 volte maggiore rispetto a 6 note varietà di mele commerciali, suggerendo una potenziale nuova applicazione in ambito nutraceutico.
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